- PERIODO: da giugno a novembre
- DURATA: da Airolo ad Andermatt 45 min
- LUNGHEZZA: da Airolo ad Andermatt 27 chilometri
- ALTRO: pendenza massima 10%, divieto di circolazione per i semirimorchi e gli autotreni
Il Passo del San Gottardo, in tedesco Gotthardpass, è uno dei valichi alpini Svizzeri più importanti nonché punto di collegamento tra nord e sud del Canton Ticino in Svizzera. Percorrerla in moto, traffico permettendo è incredibilmente affascinante. Non distante dall’Italia, è ogni anno visitato da migliaia di concittadini.
Itinerario
Il Passo del San Gottardo vero e proprio, parte da Airolo dove abbandoniamo la strada che attraversa la valle ed iniziamo la strada della Tremola fatta in porfido leggermente scivoloso, raggiungendo l’altezza massima di 2108 metri. Una serie di 24 tornanti ci portano in vetta; nel mezzo troviamo alcuni punti di osservazione dove fermarsi con la moto per goderci il magnifico paesaggio.
Oggi la Tremola ha praticamente l’aspetto che aveva nel 1951 al termine della sua ricostruzione. La strada è larga da sei a sette metri e affiancata da muri di sostegno alti fino a otto metri. Arrivati in cima la classica foto di rito con il cartello è un piacere.
Di nuovo in sella proseguiamo costeggiando un magnifico Lago Alpino fino ad Andermatt dove finisce il nostro passo; se il nostro itinerario dovesse prevedere un immediato ritorno seguiamo per Hospental, dove ad una particolare rotonda dovremo prestare particolare attenzione alla strada da intraprendere per non ripercorrere la stessa dell’andata.

Quest’ultima è più recente, ma spesso anche più trafficata essendo comunque più veloce, troveremo anche una splendida terrazza panoramica dal quale ammirare la valle e fermarsi per un boccone. E’ un ulteriore possibilità di transito del Passo di San Gottardo.
Storia
Il Passo del San Gottardo è storicamente una delle montagne con più leggende da raccontare. Infatti la strada vecchia della Tremola fu progettata dell’ingegnere svizzero Meschini. In quei tempi sembrò quasi un opera irrealizzabile per i rischi connessi, eppure diventò una strada indispensabile per quell’angolo delle Alpi. La costruzione della galleria invece è avvenuta nel 1882. L’ingegno umano e la determinazione trionfarono sulla natura ostile che loro si presentava. Oggi percorrere quelle strade vuol dire rivivere le avventure e gli sforzi degli uomini del passato.


