- PERIODO: tutto l’anno (clima permettendo)
- DURATA: 1 h e 10 minuti
- LUNGHEZZA: 51km
- ALTRO:
Il lago di Morasco in moto è un ottima idea per chi volesse farsi un giro non troppo impegnativo, per passare comunque una bella giornata all’insegna della natura e del relax.
Itinerario
Nel percorso che proponiamo l’itinerario parte da Domodossola, tappa quasi obbligatoria per chiunque. L’itinerario è scorrevole, la strada asfaltata anche se in alcuni punti non proprio larga. La vista in ogni caso è splendida,
A circa metà percorso, poco dopo Baceno, vi è un incrocio, svoltando sulla destra invece che proseguendo dritto andremo verso gli “Orridi di Uriezzo”; una serie di gole scavate nel granito da torrenti che in passato scorrevano a valle. Tutt’altro che orrido è lo spettacolo che ci si trova davanti una volta che ci incamminiamo per questo canyon piemontese.

Dopo essere risaliti in sella, proseguiremo il nostro itinerario, ma pochi minuti prima di terminare il percorso prestate attenzione a visionare le “Cascate del Toce”. Queste, alte poco meno di 150 metri, si trovano nel comune di Formazza in frazione Frua. É considerata una delle più spettacolari delle Alpi, anche se per colpa dell’uomo la portata dell’acqua si è ridotta significativamente.
Infine dopo poche ulteriori curve in moto, arriveremo presso il lago di Morasco alla quota di 1815 metri. Lunga 525 metri ed alta 55 ha una capacità massima di 17.320.000 m3 di acqua. Qui volendo c’è un parcheggio, e ci si può incamminare per un percorso per nulla impegnativo. Relax, benessere e un panorama bellissimo saranno la giusta ricompensa alla nostra esperienza giornaliera in Piemonte.
Storia
All’inizio del secolo scorso, grazie alla corsa al progresso, l’industria idroelettrica attirò uomini e capitali in questa angolo al confine con la Svizzera che pur portando un significativo miglioramento della vita, cammbiò la natura del paesaggio.
Morasco, piccolo villaggio che sorgeva in quell’epoca da circa venti famiglie fu completamente sommerso nel 1940 a termine della costruzione della diga. Nelle primavere successive si scorgeva ancora il campanile dell’oratorio. Oggi non ci rimane che il ricordo e una chiesetta posta sopra una roccia nei pressi di Riale.
Link
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