Ero in spiaggia a fare un aperitivo con delle amiche, quando Angela con tanto entusiasmo ci racconta di un audiolibro che stava ascoltando.

A poche settimane da lì avrei attraversato le città che citava, e così che da Tallin, iniziamo a studiarci il percorso!

Pur essendoci addormentati tardi, la sveglia suona sempre alle 7: ci armiamo di coraggio e iniziamo la giornata;oramai la stanchezza del viaggio inizia a farsi sentire sempre di più. Il meteoradar (santo subito!) ci avverte della pioggia che da lì a breve sarebbe arrivata, per questo decidiamo di prevenirla indossando le tute antipioggia nonostante il caldo.


La sera prima, Tallin ci era apparsa molto suggestiva con i suoi monumenti, chiese ed edifici ben illuminati. Di giorno si presenta molto graziosa: la zona vecchia molto ben curata e accogliente,la nuova ben sviluppata con i suoi trenini automatici. Ed è proprio mentre iniziamo il tour della città, che un diluvio universale, allagando le strade, incombe su di noi… Ma Non demordiamo ancora, continuiamo sotto la pioggia incessante a visitare palazzo Kadriorg con il suo colorato ed elegante giardino, il parco, la zona vecchia e la cattedrale ortodossa.


Proseguiamo il percorso verso il castello di Rakvere, la strada ricorda molto il mio tavoliere delle Puglie, a differenziarlo il giallo del grano sfumato di rosso e tante cicogne. Ad accoglierci un grande toro al fianco del castello dall’ aspetto cattivissimo; qui sotto alcune immagini.


Ma se la pioggia non ci ferma, a fermarci è l’infiammazione che ad Antonio pian piano si fa sentire sempre di più, tanto da invalidarlo nella guida. Ci fermiamo a pochi kilometri dal castello in una piccola trattoria per mangiare qualcosa. Il servizio a buffet è fenomenale, personale gentile a prezzi irrisori, (0,95 € per 100gr), sostiamo per qualche oretta per dare tregua alla scapola e ad attenuare il dolore.

Sotto una pioggia continua, decidiamo, a malincuore, di tagliare qualche tappa e proseguire pian piano verso Riga, ma non prima di visitare la città di Tartu, città universitaria, che sorge sul fiume Emajogi.

Giunti finalmente a Riga decidiamo di fermarci in un hotel per evitare ulteriori complicazioni alla scapola di Antonio ed evitare ulteriore affaticamento. Qui crolliamo stanchi su un letto comodo.

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